Antifragilità forte

Un aspetto interessante dell’antifragilità che la lega alla teoria dei sistemi è l’antifragilità di un sistema aggregato, gerarchico-frattale o più genericamente complesso. In un sistema che goda di antifragilità forte,  un danno locale porta a un rafforzamento a livello sistemico:  mentre infatti il singolo non si rafforza ma spesso subisce un danno permanente, e a volte muore (nel caso di un’azienda, ad esempio, fallisce), l'intero sistema  migliora, cresce, si rafforza.

In natura per esempio il danno arrecato al singolo individuo per  esempio da una malattia,  grazie alla selezione o alla mutazione del DNA provoca un beneficio per l’intera specie. Se una azienda fallisce perché ha sbagliato strategia di business o per una sfortunata concomitanza di eventi che non era preparata a fronteggiare, le altre aziende imparano qualcosa di nuovo e migliorano.

Un sistema complesso è antifragile quindi  se il singolo è libero di muoversi, sperimentare, agire senza preoccuparsi troppo delle eventuali conseguenze.  Sebbene  questo atteggiamento disinteressato sia uno dei pilastri fondamentali dell'evoluzione naturale (resa possibile  grazie al sacrificio del singolo rappresentante di una specie), negli esseri umani l’istinto di sopravvivenza ha rappresentato nel corso della storia una forma di protezione per il singolo individuo: siamo portati a curarci, a prendere antibiotici, ci ripariamo in inverno in abitazioni riscaldate, adoperiamo un abbigliamento protettivo quando andiamo in motocicletta. In fondo nessuno è disposto ad ammalarsi per dare la possibilità di sviluppare in due o trecento anni una forma di resistenza a un particolare virus. Siamo diventati quindi molto meno antifragili rispetto al passato.