Sperimentare, inspect and adapt

Per non chiudersi in una gabbia dorata (l'iperprotezionismo), si deve sempre provare a innovare a cambiare strategia, processo, struttura. Dato che non c’è un modo noto per cambiare e migliorare — del resto vogliamo evitare le soluzioni calate dall’alto — dobbiamo preferire strategie basate sulla sperimentazione, tramite tentativi e miglioramenti. Accogliere il fallimento come veicolo di informazioni e come strumento di crescita.

Ogni esperimento deve apportare novità e, per farlo, deve avere uno scopo, ossia deve essere in linea con la visione e aver chiaro l’obiettivo e il beneficio che ci si aspetta dal raggiungimento; inoltre deve essere possibile comprendere se e quando si è raggiunto l’obiettivo.

Deve permettere di indagare nell’ignoto senza però mettere a rischio l’intero sistema in caso di fallimento. Anche il fallimento deve essere analizzabile in ottica di miglioramento. In sintesi un esperimento dovrebbe avere certe caratteristiche e rispondere a certe domande; di seguito vi proponiamo un possibile schema per un esperimento:

  • Un esperimento dovrebbe avere un nome.
  • Un esperimento dovrebbe avere un scopo.
  • Quando facciamo un esperimento dovremmo chiederci come dovrebbe apparire il sistema se ha successo.
  • Se l'esperimento ha successo dovremmo chiederci come amplificarne o replicare altrove i risultati
  • Quando facciamo un esperimento dovremmo chiederci come dovrebbe apparire il sistema se fallisce.
  • Se l'esperimento fallisce cosa dobbiamo fare per  evitare che si propaghi o accada altrove.
  • Quando facciamo un esperimento dovremmo chiederci se l’esperimento è coerente con lo scopo.
  • Un esperimento dovrebbe avere una componente naive, per esempio coinvolgendo persone con competenze innovative, apparendo fuori contesto, risultando “illogico”.

Come anticipato nella trattazione dedicata ai valori, nel processo sperimentale ricopre un valore fondamentale la cultura del fallimento. Ci teniamo a sottolineare nuovamente come questo debba considerarsi uno degli strumenti privilegiati per la crescita e l’evoluzione della cultura e per la raccolta di informazioni utili al benessere delle organizzazioni.

In questa ottica saranno necessarie iniziative per permettere esperimenti safe-to-fail che porteranno a riconsiderare le proprie abitudini verso dinamiche in ottica safe-to-learn. Il fallimento non solo deve essere tollerato o bonariamente perdonato, ma devono essere incoraggiate le pratiche in grado di mettere a fattor comune anche i risultati e gli esperimenti che non hanno centrato l’obiettivo previsto.